Umiliazione rituale.
È un argomento di cui vi ho parlato spesso, i globalisti godono ad umiliarci, ma vediamo in un post apprpfondito come lo fanno e da quando.
L'umiliazione rituale è un meccanismo di controllo sociale psicologicamente brutale usato storicamente dai globalisti.
Theodore Dalrymple e Anthony Daniels ad esempio hanno spiegato come i regimi totalitari non usino le menzogne per convincere, ma per piegare la volontà.
Che è l'obiettivo principale.
Quando uno viene costretto a ripetere o ad applaudire a una falsità evidente - come celebrare record di raccolti agricoli mentre fa ore di fila per un pezzo di pane, o la sicurezza ed efficacia dei vaccini mentre gli muore la gente intorno - subisce una profonda umiliazione psicologica.
Accettare pubblicamente la menzogna significa rinunciare alla propria dignità e alla propria integrità intellettuale, rendendosi complici del sistema.
Mentendo anche e soprattutto a sé stessi, ci si svuota della forza morale necessaria per ribellarsi.
Il fine ultimo non è ingannarci, ma la sottomissione totale.
La cosa è stata ripetutamente fatta in Unione Sovietica e nei paesi comunisti, tanto che l'antropologo Alexei Yurchak usò la parola "ipernormalizzazione" per descrivere cosa avveniva in Unione Sovietica tra gli anni Settanta e Ottanta.
In quel periodo, tutti avevano cpaito perfettamente che il sistema economico e sociale stava crollando e che la propaganda ufficiale fosse una finzione grottesca.
Ma tutti erano obbligati o convinti a recitare la propria parte in questo teatro dell'assurdo, mantenendo collettivamente una facciata di assoluta normalità.
Siamo di nuovo in quella situazione, mi sembra.