Alla vigilia delle elezioni in Israele, una commissione delle Nazioni Unite formula un’accusa gravissima e devastanti contro Israele: sterminio, tortura e stupro come crimini contro l’umanità nella Cisgiordania occupata. A Gaza, conclude la commissione, Israele continua a commettere atti di genocidio. Anche durante il «cessate il fuoco».
Il rapporto delinea un quadro di uccisioni, espulsioni, pulizia etnica e violenze sessuali:
•In Cisgiordania occupata , dall’ottobre 2023: L’IDF ha ucciso 1.080 palestinesi, tra cui 237 bambini, e 10.940 feriti.
•Dai campi profughi sono stati espulsi 34.176 civili: il più grande sfollamento in Cisgiordania occupata dal 1967.
•A Gaza, dall’ottobre 2025, durante il «cessate il fuoco»: l’IDF ha ucciso 1.431 palestinesi, tra cui 300 bambini.
• Nei pressi della «Linea Gialla», 196 palestinesi uccisi.
Israele ha esteso l’area sotto il proprio controllo dal 53% al 60% del territorio di Gaza.
Il capo di Stato maggiore israeliano ha definito quella linea il «nuovo confine».
Dietro i numeri, le atrocità’ documentati dalla commissione: a Hebron, un bambino di sette mesi ucciso con un colpo alla testa mentre in braccio alla mamma in auto, dopo che il padre aveva alzato le mani.
Una famiglia di sei persone uccisa nella propria auto. A Nablus, due fratelli uccisi.
A maggio 2026, il generale israeliano del Comando centrale israeliano si è vantato: che soldati israeliani stanno «uccidendo come non facevamo dal 1967».
La commissione riferisce inoltre nuovi casi accertati di stupro e violenza sessuale sistemiche nelle carceri israeliane: uno stupro di gruppo con l’uso di oggetti nella prigione di Megiddo e abusi sessuali e torture ai danni degli attivisti della flottiglia.